Incidenza e prevalenza enuresi

Fattori genetici e storia familiare di enuresi: una componente genetica è probabile in molti bambini affetti; l’incidenza del disturbo è pari a 40% se uno dei genitori era enuretico e del 70% se lo erano entrambi. Ritardo nello sviluppo fisico: Capacità della vescica ridotta; SEMPLIFICANDO: La prevalenza prende in considerazione i casi già esistenti, mentre l’incidenza si riferisce ai casi nuovi. In nessun caso la prevalenza consente di valutare la probabilità di ammalarsi: il concetto di stima della probabilità di ammalarsi è connesso invece all’incidenza della. Author: Maria Laura Chiozza, Carmine Pecoraro, Edvige Veneselli, Lorenzo Cresta, Roberto Del Gado, Pietro Fe. Qual è la differenza tra prevalenza e incidenza? • La prevalenza si riferisce a una condizione che ci dice come una malattia diffusa in una popolazione mentre l’incidenza si riferisce a nuovi casi della malattia nella popolazione in un anno.

L’enuresi notturna è un disturbo, più che una malattia, e consiste nella perdita involontaria e completa di urina durante il sonno in un’età (5-6 anni) in cui la maggior parte dei bambini ha ormai acquisito il controllo degli sfinteri. E’ un problema frequente che interessa il 10-15% dei bambini a 6 anni e che tende il più delle volte a risolversi. prevalenza ed incidenza Si parla espressamente di prevalenza dell’Incontinenza Urinaria in quanto viene posto come obiettivo dell’analisi il rapporto fra il numero di pazienti affetti da tale patologia in un definito arco temporale in relazione alla popolazione osservata, a differenza dell’incidenza che rappresenta invece il numero di nuovi casi di malattia osservati in un determinato lasso temporale.

Incidenza e prevalenza enuresi

Le ultime ricerche riportano chesono enureticia 5 anni addirittura il 20% dei bambini, il 5-10% a 6 anni, l’1,5-5% a 10 anni e l’1-2% circa degli adolescenti. In particolare, in Italia viene riportata un’incidenza globale del 3,8% (popolazione di età compresa fra 6 e 14 anni), con un range che va dal 9,6% -8,1%, rispettivamente per maschi e femmine di 6 anni. L’enuresi notturna, cioè l’emissione involontaria di urine durante il sonno, in bambini di età > ai 5-6 anni, con frequenza di almeno 2 volte alla settimana, in assenza di affezioni urologiche o neurologiche congenite o acquisite, è uno dei più frequenti disturbi presenti in età pediatrica, prevalente nei maschi rispetto alle femmine (rapporto di 2/1) fino all’età di 10 anni, mentre dopo tale età l’incidenza nei 2. Studi su bambini di 5 anni dicono che tra il 10 e il 15% avrà enuresi. È più comune nei ragazzi che nelle ragazze, indipendentemente dalla fascia di età studiata.

L’enuresi notturna diminuisce progressivamente con l’aumentare dell’età scelta nello studio. I maschi ne sono affetti più frequentemente delle femmine, fino ai 12 anni di età, mentre nell’adolescenza l’incidenza si pareggia. G. V. Zuccotti, 2012 Prevalenza per il DSM IV-R La prevalenza dell’enuresi è di circa il 5-10% tra i bambini di 5 anni, 3-5% tra quelli di 10 anni e di circa l’1% tra i soggetti di oltre 15 anni. 11. L’incontinenza urinaria è presente in circa il 6% della popolazione tra i 6 e i 10 anni ed in circa il il 3,5% della popolazione tra gli 11 ed i 14 anni. Nei bambini, sia piccoli che grandi, l’enuresi (perdita notturna di urina) ha un’incidenza del 2,5% ed un rapporto maschi femmine 3:1.

La prevalenza dell’insonnia varia con il variare dell’età: nei primi due anni è intorno al 20-30% e dai 3 anni in poi rimane costante intorno al 15%. Nella maggior parte dei casi l’insonnia è l’espressione di un’alterazione dei processi fisiologici piuttosto che di una vera e propria patologia.
Studi su bambini di 5 anni dicono che tra il 10 e il 15% avrà enuresi. È più comune nei ragazzi che nelle ragazze, indipendentemente dalla fascia di età studiata. L’enuresi notturna diminuisce progressivamente con l’aumentare dell’età scelta nello studio. L’ enuresi notturna è un disturbo, più che una malattia, e consiste nella perdita involontaria e completa di urina durante il sonno in un’età (5-6 anni) in cui la maggior parte dei bambini ha ormai acquisito il controllo degli sfinteri. E’ un problema frequente che interessa il 10-15% dei bambini a 6 anni e che tende il più delle volte a risolversi.

I maschi ne sono affetti più frequentemente delle femmine, fino ai 12 anni di età, mentre nell’adolescenza l’incidenza si pareggia. G. V. Zuccotti, 2012 Prevalenza per il DSM IV-R La prevalenza dell’enuresi è di circa il 5-10% tra i bambini di 5 anni, 3-5% tra quelli di 10 anni e di circa l’1% tra i soggetti di oltre 15 anni. 11. L’incontinenza urinaria è presente in circa il 6% della popolazione tra i 6 e i 10 anni ed in circa il il 3,5% della popolazione tra gli 11 ed i 14 anni. Nei bambini, sia piccoli che grandi, l’enuresi (perdita notturna di urina) ha un’incidenza del 2,5% ed un rapporto maschi femmine 3:1. La prevalenza dell’insonnia varia con il variare dell’età: nei primi due anni è intorno al 20-30% e dai 3 anni in poi rimane costante intorno al 15%.

Nella maggior parte dei casi l’insonnia è l’espressione di un’alterazione dei processi fisiologici piuttosto che di una vera e propria patologia.

Prevalence and incidence of enuresis before

I maschi ne sono affetti più frequentemente delle femmine, fino ai 12 anni di età, mentre nell’adolescenza l’incidenza si pareggia. G. V. Zuccotti, 2012 Prevalenza per il DSM IV-R La prevalenza dell’enuresi è di circa il 5-10% tra i bambini di 5 anni, 3-5% tra quelli di 10 anni e di circa l’1% tra i soggetti di oltre 15 anni. 11. L’incontinenza urinaria è presente in circa il 6% della popolazione tra i 6 e i 10 anni ed in circa il il 3,5% della popolazione tra gli 11 ed i 14 anni. Nei bambini, sia piccoli che grandi, l’enuresi (perdita notturna di urina) ha un’incidenza del 2,5% ed un rapporto maschi femmine 3:1. La Narcolessia, nell’uomo, tende a comparire sporadicamente, secondo una curva bimodale, con picchi a 15 e 25 anni, senza una chiara predisposizione familiare. Ha una prevalenza di 0,2 – 2 casi ogni 1000 abitanti.

Solamente il 10% – 15% dei pazienti narcolettici presenta la sintomatologia completa. Negli Stati Uniti e in altre nazioni Europee sono stati condotti diversi studi sulle problematiche più comuni nella prima infanzia. In Italia invece sono pochi gli studi e le ricerche riguardanti la fascia di età compresa tra 0 e tre anni. Tra questi vorrei ricordare il “Progetto benessere psicologico dei bambini all’asilo nido” elaborato dal […]Spesso la voce risulta cambiata, si ha rinolalia e difficoltà alla pronuncia delle consonanti nasali (n ed m). La sonnolenza risulta un sintomo meno frequente nel bambino rispetto all’adulto, riferito dal 7%-10% dei pazienti con una prevalenza maggiore nei bambini più grandi.
Infatti circa 1 milione di bambini tra i 6 e i 14 anni fa la pipì a letto. Il limite temporale entro cui viene raggiunto tale controllo e il 5° anno per le femmine e il 6° anno per i maschi.

L’incidenza dell’ enuresi varia in base all’età. All’età di 5 anni bagna il letto oltre il 10-15% dei bambini. In età pediatrica vi è una prevalenza nel sesso maschile, ma tale differenza scompare in età adulta. La caratteristica di avere un sonno molto profondo è comune ai bimbi enuretici. L’enuresi si presenta più facilmente dopo i cinque – sei anni , ma l’età più giusta per prendere in. Gli effetti collaterali più frequenti negli adulti comprendono nausea, sonnambulismo, perdita di peso, confusione al risveglio, enuresi (pipì addosso), ipertensione arteriosa, vertigini, mal di testa. Altri effetti collaterali comprendono disturbi psichiatrici e incubi notturni. Una recente ricerca italiana su 200 famiglie con enuresi ha mostrato un elevato linkage, nelle forme primarie, con i marcatori con i marcatori dei cromosomi 8, 12, 13 e 22 [5].

Si è inoltre dimostrato, in uno studio Elettroencefalografico di confronto con bambini sani, che, nell’enuresi notturna primaria, l’insufficiente maturazione cerebrale è un importante fattore patogenetico [6]. I difetti del tubo neurale (DTN) sono malattie croniche invalidanti che colpiscono l’infanzia e rappresentano una delle maggiori cause di mortalità nel feto e nel neonato. In Italia la prevalenza alla nascita dei DTN, rilevata dai Registri Regionali delle Malformazioni Congenite, è di circa 6 casi per 10. 000 nati, di cui il 50% sono casi di spina bifida. Spesso la voce risulta cambiata, si ha rinolalia e difficoltà alla pronuncia delle consonanti nasali (n ed m). La sonnolenza risulta un sintomo meno frequente nel bambino rispetto all’adulto, riferito dal 7%-10% dei pazienti con una prevalenza maggiore nei bambini più grandi.

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